se non si va al voto subito, milioni di italiani in piazza, minaccia il cavaliere.
antiche e folkloristiche usanze.
io gli consegnerei direttamente il posto, senza il fastidioso rito, tra l'altro costoso, della consultazione elettorale: è lui che il popolo vuole alla guida del paese (lui lo dice, e noi gli crediamo, come
all'oracolo) e quindi basta questo, no?
dopo potremmo andare in piazza a contestarlo:
gioiosi, festanti, colorati e numerosi.
rimproverandogli il conflitto d'interessi, le sentenze passate in giudicato, l'occupazione dei media e tutto il resto.
facile, divertente e liberatorio.
piangeremo lo stato delle finanze del paese, l'invadenza crescente della CEI nel nostro privato, l'appiattirsi sulle scelte iperliberiste, la scarsa attenzione al sociale.
e ce la prenderemo con
lui, solamente e unicamente con
lui.
perché noi siamo bravissimi a fare l'opposizione, ce l'abbiamo nel dna, segnata nelle rughe dei visi cotti al sole delle manifestazioni, impressa nelle ossa dalle piogge dei girotondi di morettiana memoria.
governare non ci appartiene, se non per quanto attiene al risanamento dei buchi economici altrui (che non è poco, lo so), ma tutto il resto non lo sappiamo fare: chessò la riforma del sistema delle comunicazioni, la legge sulle coppie di fatto e l'elenco rimpolpatelo voi; non lo sappiamo fare, non sappiamo, dopo la mediazione, trovare la sintesi e decidere.
il primo che sentirò rimproverare, da sinistra, al nano il conflitto d'interessi: si becca un pappuccione sul naso, giuro!
___________________
fate una donazione, và!
emergency
********************