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di Paolo Jormi Bianchi - Megachip
Roberto Speranza, segretario nazionale della Sinistra Giovanile, dovresti vergognarti. Ti ho appena sentito ad Anno Zero su Raidue, sostenere che “il sistema mediatico” esaspera il conflitto tra magistratura e politica. Il tuo discorso, volto a difendere a spada tratta Massimo D'Alema dall'accusa di essersi sbarazzato della Forleo, mi ha profondamente ferito, in quanto tuo collega “giovane”. La co-conduttrice di Santoro, Beatrice Borromeo, troppo spesso ingiustamente presa in giro per una bellezza che offusca la sua bravura, ha cercato inutilmente di tenerti testa mentre lamentavi gli attacchi che la classe politica, poverina, subisce. Hai definito “gravissimo” il fatto che la Forleo nel richiedere il permesso di utilizzare le intercettazioni di baffino abbia definito “parte di un disegno criminoso” il tuo capo: secondo te il magistrato avrebbe dovuto richiedere le registrazioni con la motivazione che la incuriosivano un pochino? Fausto, sentirti parlare come un Silvio Berlusconi di fronte alle “persecuzioni della magistratura”, è stato davvero troppo. Già è vero, sei un uomo politico. E i membri della casta di stronzate ne dicono a piè sospinto, e di porcate ne fanno con altrettanta dedizione. Il tuo collega Mastella, per esempio, con la benedizione di tutti i bramini del Parlamento, vuole impedire ai cittadini di venire a conoscenza delle schifezze e dei reati che la classe dirigente di questo paese commette quotidianamente, con un decreto che dovrà impedire che le intercettazioni telefoniche vengano rese pubbliche.
Ma tu non hai l'età di Mastella. L'età media del movimento che guidi non è quella. La cosa che mi fa soffrire ancora di più è che c'è la parola “sinistra” nel simbolo alle tue spalle, accanto a “giovanile”. Sei una strana creatura, un “giovane vecchio” come ti ha definito meravigliosamente Vauro alla fine della trasmissione con impietosa acutezza.
In questa epoca in cui tutto il fallimento morale ed etico di una generazione di politici e amministratori viene al pettine, tu scegli di salire sul Titanic con i vecchi tromboni. Ne assumi il linguaggio, ne sposi le battaglie ingiuste e ti allontani assieme a loro anni luce dalla società civile. Rappresenti il patetico tentativo della casta di controllare un mondo, come quello dei giovani, su cui sta perdendo ogni presa. I giovani italiani non votano più, sono disorientati e delusi. Ma non sono poi così stupidi. Tu di giovane hai solo la carta d'identità, e dopo ieri sera la tua immagine è invecchiata di colpo di un'altra ventina d'anni, credimi. Sei pronto per prendere il tuo posto sul carrozzone degli adulti, forse è ora di fare questo passo.
Saluti da un giovane giovane.fate una donazione, và!
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