faRnetIcaZioNi qUotIdiAne
tra la tolleranza e l'indifferenza, tra il bisogno e la prevaricazione.
è labile, molto.
soprattutto nelle nostre città sovraffollate, frenetiche e nevrotiche.
magari nei piccoli centri è diverso, non so.
a roma, ad ogni semaforo ci sono in media 4 lavavetri, uno per direzione di marcia e per angolo.
all'inizio, 10 - 12 anni fà ormai, erano pochi e principalmente uomini dell'est: oggi sono ragazze/donne rom e qualche maschio di origine nordafricana: insieme al lavavetri c'è, un po' in disparte, quello che controlla l'andamento della giornata, verifica che "l'operativo" non si intaschi i soldi di nascosto: come in "blood diamonds" i ribelli del ruf (?) che controllavano che nell'estrazione delle preziose pietre, qualcuna non rimanesse tra i denti o altro dei poveri "operativi".
all'inizio farsi lavare il vetro era una novità, difficilmente si diceva no: se proprio era superfluo bastava dire no.
oggi ai semafori si vedono inscenare strategie di tutti i tipi per evitare che qualcuno degli operativi poggi la spugna sul parabrezza, al limite della sicurezza stradale, a volte.
a roma, in centro, ma non solo, in zona vaticano, ma non solo, in genere in tutte le strada ad alta frequentazione di turisti o shopper ci sono le bancarelle di fortuna o i drappi, stesi sul marciapiede, dei venditori abusivi: viale marconi, via nazionale, viale libia, tanto per citarne alcune; anche in questo caso un venditore un drappo/bancarella e ogni porzione di marciapiede ha il suo controllore a distanza che ha la doppia funzione di controllare che ll'incasso non venga occultato e di avvertire dell'arrivo dei vigili/finanzieri con il conseguente fuggi fuggi generale.
prima conseguenza è che la "passeggiata" è costretta in uno slalom continuo tra pedoni in senso contrario, naturale, mercanzia varia, innaturale, e cacche di cane, (naturale?), ché si sà che i romani amano tanto le bestie.
In alcune occasioni, certi insediamenti di abusivi sono stati sanati segnando sul marciapiede angoli verdi che limitano lo spazio concesso per l’istallazione della bancarella, per la quale viene pagata una tassa di stazionamento, riducendo per sempre la porzione di marciapiede libera per il passeggio: via appia nuova, v.le delle cave ardeatine, ad esempio.
a roma, se la sera esci a cena e vai in un luogo di medio tenore in giù, sai che parte della serata sarà dedicata a ringraziare-ma-no le decine di ragazzi indo-pakistani che ti offrono rose per la tua compagna/compagno di tavolo, quando arriva l'estate e si vive open-air il fenomeno si moltiplica esponenzialmente.
sono gli stessi ragazzi che, non appena fanno due gocce di pioggia, appaiono "come per magilla" agli angoli delle strade, stazioni metro, cinema con decine di ombrelli di varia foggia, tutti a 5 euri.
a roma sulla metro b, su quella a e sui jumbo bus (quelli con lo snodo in mezzo), a partire dalle 930am (dopo rush hour mattutino) e prima della 5pm (rush hour pomeridiano) ci sono i simpatici suonatori di fisarmonica con base elettronica amplificata da una simil montarbo portatile o la variante suonatore di violino con lo stesso accrocco o, ancora, ma limitati alla metro a, nuovi convogli senza interruzioni tra un vagone e l’altro, il bambinetto rom (max 4 anni) con una pianola elettrica che emana suoni sparpagliati e fà avanti e indietro per almeno un paio di volte tutto il convoglio.
a roma, ogni mese e mezzo direi, ci sono quelli che, con banchetto verde e fare aggressivo, ti chiedono di “firmare contro la droga” anche in più lingue, inglese (dù iu uòna sain aghest dràg, plììs ?), tedesco, francese. Che io mi chiedo: che cazzo vuol dire firmare contro la droga? Ti do i miei dati personali, insieme a quelli di altri centinaia di boccaloni, e tu mi desertifchi i campi di papavero dell’afghanistan? O le coltivazioni di coca boliviane ? solamente con una mia firma? Perché, sia chiaro, non firmi per una proposta di legge, un referendum, un’iniziativa popolare. No. Firmi CONTRO la droga: chi è che non firmerebbe ? solamente un senza cuore… vi risparmio la descrizione di chi si ferma ad apporre la propria sigla.
Ora io mi chiedo solamente una cosa: si dovrebbe certamente partire dal rimuovere le cause che portano a situazioni come quelle sopra descritte, sono d’accordo, sono di sinistra e quindi sono solidale per definizione, terzomondista e vicino ai bisogni del [nuovo] proletariato (“ma a noi, dei bisogni del proletariato che ce ne frega?”…), ma come mai tutto quanto sopra non esiste in nessun altro paese europeo ? non a barcellona, non a parigi, non a madrid, non a londra, a berlino, neanche ad amsterdam, dove magari qualche sbarellato per strada, insomma, lo becchi, non parliamo poi degli scandinavi.
Non sarà che confondiamo la tolleranza per l’indifferenza o l’inerzia?
E la prevaricazione per istinto di sopravvivenza?
Non sarà che per riflesso condizionato la legalità, che con la solidarietà sono le facce della stessa medaglia, ci suona come qualcosa che ha a che fare con il celodurismo della lega o l’intolleranza dei conservatori duri e puri, e invece è soltanto uno dei mattoni base della convivenza ?
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da Repubblica.it :
Ubriaco travolse e uccise sedicenne
Scarcerato: "Fu omicidio colposo"
Secondo i giudici l'accusa di omicidio volontario contestata dai pm non regge
Bene: se uno è ubriaco e si mette alla guida di un qualunque automezzo vuol dire che ha la volontà di fare quell'azione e, se quell'azione, guidare in stato di ebbrezza, provoca il decesso di un altro essere umano, quello è da ritenersi a tutti gli effetti un omicidio volontario e come tale va istruito il processo.
La giurisprudenza va modificata in questo senso: altrimenti lo stragismo automobilistico quotidiano non verrà mai interrotto.
Identico principio deve ispirare la prevenzione e repressione delle morti sul lavoro: se assumo in nero e non applico tutte le norme in fatto di sicurezza, nel caso un mio lavoratore muoia nell'espletamento della sua mansione, questo è da considerarsi un omicidio volontario.
reset!
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