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EMERGENCY

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è testimonianza di supporto e di condivisione degli obiettivi di questa meritevole organizzazione

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giovedì, marzo 29, 2007

emergency e l'ipocrisia occidentale

emergency è un'organizzazione umanitaria che ha fatto una scelta chiara sin dalla nascita: essere presente in zone di guerra e curare le vittime civili di qualunque provenienza, etnia, religione, sesso etc. facendo della pace e del ripudio della guerra in tutte le sue ipocrite varianti occidentali (e non) la sua stella polare.
le parole di gino strada, fondatore e simbolo di emergency, hanno come unico obiettivo quello di sradicare l'idea della guerra dalla quotidianità superficiale degli occidentali comodi e distratti e di convogliare quante più risorse possibili per costruire e far funzionare ospedali che curino le vittime civili della guerre.
le parole di gino strada sono esplosive come le bombe che lui combatte, taglienti come le schegge che dilaniano i bambini che lui cura, pesanti come le conseguenze delle guerre al terrorismo (e non solo) che l'occidente (e non solo) combatte: pesano, o dovrebbero pesare, sulle coscienze di chi ancora una coscienza ce l'ha, (molti, per fortuna) e sono per questo invise ai benpensanti e ai politicanti di destra, di centro e di sinistra che da quelle parole sono inchiodati alla croce delle proprie "irresponsabilità".

la liberazione di mastrogiacomo ha scatenato un fuoco di fila contro gino strada ed emergency, funzionale all'idea che la guerra al terrorismo è santa di per sé, senza se e senza ma: tutti quelli che da questa guerra hanno qualcosa da guadagnare, in termini economici, in termini di consenso e via, hanno colto l'occasione per tirare fango addosso ad emergency, sorvolando totalmente su quanto emergency fa quotidianamente: curare gratuitamente centinaia di civili inermi la cui vita si è incrociata con una mina occidentale o con una cluster bomb occidentale, o con una bomba occidentale, o con un proiettile occidentale; sollevando il sopracciglio ipocrita della guerra al terrorismo, dell'esportazione della democrazia in punta di cannone, con l'idea della guerra "unica igiene del mondo", i campioni del perbenismo, con il loro ditino alzato, ben al sicuro dentro le auto blu blindate o le stanze iperriscaldate delle loro case lussuose affittate a prezzi popolari, tacciano emergency di fare politica e di stare dalla parte dei talebani (nel caso afghano).

vorrei fare a lor signori questa semplice domanda:

da che parte stà emergency quando costruisce a Khartoum, Sudan, l'unico centro di cardiochirurgia specializzata di tutta l'area dell'africa centroorientale?

da che parte stà emergency quando nella nostra palermo apre un Poliambulatorio per garantire assistenza sanitaria gratuita ai migranti (con o senza permesso di soggiorno) e alle persone residenti in stato di bisogno ?

da che parte state voi quando negate ai bambini afghani un futuro nel nome della lotta al terrorismo?
e a quelli sudanesi, della sierra leone, della cambogia, dell'iraq e via discorrendo?

molti di voi, in questi giorni si riempiono la bocca di giudizi favorevoli per le parole fondamentaliste della CEI, dicendovi cattolici e impossibilitati a non osservare le linea della vostra fede: la vostra fede giustifica la negazione del futuro agli altri da noi?

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emergency

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postato da: Riflessioni alle ore 12:45 | link | commenti (2)
categorie: politica, invettiva
lunedì, marzo 26, 2007

effetto gabanelli ?

uno si aspetterebbe che dopo una puntata come quella di ieri sera di Report (bentornato !!) buona parte dell'attenzione del paese si concentrasse su questo "affaire" che mi pare quasi più grande e pericoloso del ritrovamento delle liste nominative degli affiliati P2 a castiglion fibocchi.

ma de che? si dice a Roma.

l'attenzione è rivolta a:
1. chi era il politico centrodestro a bordo del panfilo dell'imprenditore napoletano nelle acque capresi, che festeggiava a suon di cacaina e letterine, nel caldo agostano del 2006.
2. quante stronzate berlusconi riesce a mettere in bocca al pres del PPE pur di fare lo sgambetto a prodi (che tanto ci riesce bene anche da solo).
3. valentino rossi è tornato a vincere dopo 6 mesi di astinenza.

niente male, nevvero?

intanto il NYT dice delle cose interessanti relativamente al pagare o meno i riscatti ai terroristi rapitori partendo dalla vicenda BR/Aldo Moro, QUI
postato da: Riflessioni alle ore 13:04 | link | commenti (1)
categorie: politica, copioincollo, pubblico servizio
venerdì, marzo 23, 2007

Caro Aldo Forbice, viva Daniele Mastrogiacomo, viva Gino Strada, viva Massimo d'Alema




di Gennaro Carotenuto

Causa nausea la caccia all'uomo scatenatasi nei confronti del governo, del"comunista" Gino Strada e di Peacereporter, di quei talebani di Emergency, perfino dei rossi (?) de La Repubblica, quotidiano che sull'Afghanistan ha l'elmetto in testa come il Washington Times o Fox Tv, dopo la liberazione dell'inviato Daniele Mastrogiacomo dopo 15 giorni di prigionia in Afghanistan.

La caccia all'uomo si è estesa subito allo stesso ex-rapito, Daniele Mastrogiacomo. A questi non è sufficiente avere posizioni favorevoli alla guerra, e non aver nemmeno mai peccato in gioventù scrivendo per il Manifesto o Lotta continua, com'è successo invece a molti delle più belliciste penne nostrane. Sono riusciti a criticare perfino che la figlia gli sia corsa incontro per abbracciarlo! Meglio sarebbe stata un'orfana. Avrebbe rinsaldato il patriottismo, per gente alla quale piacciono di più le spoglie "rimandate a casa nelle bandiere / legate strette perché sembrassero intere", citando Fabrizio de André, che ci manca ogni giorno di più.

Per accusare il nostro governo, si abbarbicano come sempre ai nostri alleati. Questi, da veri uomini, lanciano accuse in forma anonima: "fonti anonime della Casa Bianca" è il livello della loro diplomazia, ma viene preso per buono tanto dall'opposizione, quanto dai nostri media che non aspettavano altro per scatenarsi. Senza "fonti anonime della Casa bianca" i vigliacchetti erano stati quasi tutti zitti. Poi, facendosi scudo dietro tali "fonti anonime" si permettono di spargere letame for export su un governo che ha avuto la colpa di salvare una vita umana. Che è meno bene che salvarne tre ma è meglio di non salvarne nessuna.

Per capirci sono quegli stessi nostri alleati "che ci liberarono nel '45", e quindi hanno sempre ragione, ma che dichiarano di essere in Afghanistan "per salvare vite americane". Per far ciò, sparano su tutto quello che si muove e ammazzano industrialmente "vite non americane", incluso col "fuoco amico" du iu rimember Nicola Calipari, il nostro 007 ammazzato da un ossimoro?

Siete sicuri che le teste di cuoio o i marines in un blitz avrebbero differenziato tra talebani e ostaggi non occidentali? Ci sono quattro anni e mezzo di occupazione militare a testimoniare il totale spregio anglosassone per le vite afghane, muoiono come mosche, ma tutto serve: "i cinque terroristi torneranno ad uccidere". Probabilmente, ma le vite si salvano una a una, non all'ingrosso. E soprattutto si salvano oggi, non domani, forse.

E, tra parentesi, per "salvare vite americane" farebbero prima e meglio a costruire qualche ospedale civile a casa loro, visto che di "vite americane" se ne perdono tante in malattie curabili nei mille ghetti con mortalità infantili africane di quel paese e tra i 45 milioni di esseri umani (non sono "vite americane" quelle?) senza alcuna assistenza sanitaria. Capisco che tali argomenti sono impertinenti.

Torno però a denunciare, e ne faccio un prototipo di disonestà intellettuale, squallore professionale ed umano, sotto forma di servizio pubblico, la trasmissione di Aldo Forbice, su Radio1 Rai, Zapping. Oramai siamo al puro e duro linciaggio contro il governo, utilizzando tutti i più beceri argomenti dell'analfabetismo politico e dell'aridità umana.

Il garante, la commissione di vigilanza, non possono non vedere e intervenire contro questo intoccabile della disonestà intellettuale. Ieri sera, mercoledì, ha introdotto la trasmissione con queste parole: "non farò commenti sulla liberazione di Mastrogiacomo ma vi leggerò una dichiarazione: 'noi non trattiamo con i terroristi', firmato Angela Merkel". Come dire, ecco chi ha davvero i pantaloni in famiglia ma già solo il tono suona maschilista.

Così impostata la trasmissione, Aldo Forbice dà la stura a radio-rutto libero e sembra radio radicale negli anni '70. Non c'è una sola telefonata, o si perde come rumore di fondo, che difende il governo. Possibile? In realtà non si distinguono neanche più gli ospiti dagli ascoltatori, tanto nessuno più è fuori dal coro fino a venirti il dubbio che davvero solo tu in Italia pensi che salvare la vita di Mastrogiacomo fosse un dovere costituzionale.

Un solo ospite, sempre più isolato, cerca di difendere almeno una certa equanimità. E' un bravo sociologo, Paolo De Nardis, ma la logica del branco con la quale è aggredito, dovrebbe fargli capire che oramai è un "utile idiota" funzionale al disegno "umanitario" di Aldo Forbice.

L'argomento che più ricorre, nell'Italia meschina così bene rappresentata da Aldo Forbice ma è immanente, tracima dai media ai bar, sono i soldi, i soldi, i soldi. Pagano i riscatti con i nostri soldi. I nostri soldi, i nostri soldi. E giù contro la comunista Sgrena, le Simone, che in maniera ributtante vengono spesso definite "le due lesbiche". E poi via, contro Gino Strada, che perché non ha pagato il ritorno con il suo jet privato, oppure Ezio Mauro... e invece è tornato con i nostri soldi, vergogna, scandalo, indecenza, li senti sprizzare indignazione e Forbice li accoglie compiaciuto. C'hanno il jet privato Strada e Mauro? L'argomento della lealtà con gli alleati poi è trattato in una maniera che ricorda da vicino la lealtà dei "ragazzi di Salò" ai nazisti più che una logica di alleanza adulta che, per esempio, fece dire di no a Francia e Germania alla guerra in Iraq. Ma tant'è. Non è un caso che gli argomenti repubblichini continuino a infestare la vita della Repubblica.

E' molto significativo che Zapping sia una delle poche trasmissioni senza podcast, ovvero senza la possibilità di scaricare le trasmissioni registrate e riascoltarle. Se ne potrebbero fare delle tesi di laurea altrimenti. Bisogna andare a memoria ma sarebbe stato utile far ascoltare la telefonata di un ascoltatore, uno qualsiasi, che ieri sera ha arringato per minuti dai microfoni del servizio pubblico, chiudendo esemplificativamente: "questo governo ha rotto i c... e bisogna mandarlo a casa". Aldo Forbice, solito a sbattere il telefono in faccia ad ogni voce dissonante, chiudeva, con il tono mellifluo che utilizzerebbe per parlare a Camillo Ruini: "Grazie, grazie, grazie, veramente molte grazie". Caro direttore Antonio Caprarica, qual è il motivo del perché Zapping, e quasi solo Zapping, non ha il podcast? Forse non è un programma di successo? O forse è meglio non lasciare tracce?

La cosa più grave, quello che più stupisce, ferisce, preoccupa, è il fatto che un gruppo di giornalisti avalli nella maniera più bieca la tesi di base della marmaglia selezionata da Forbice per fare da "coro": che ci vanno a fare? Perché mai un giornalista dovrebbe andare a raccontare una guerra lì dove si svolge? Guarda caso sono tutti di sinistra, lo fanno apposta, sono già d'accordo... NON ci devono andare e comunque lo stato non deve muovere un dito per salvarli. Non sfugge che siano tutte telefonate che tirano la volata ad una proposta di legge in tal senso di Forza Italia. Proposta di legge, guarda caso, letta stentoreamente e per intero da Aldo Forbice, come fosse stato Vittorio Sermonti che legge il Paradiso di Dante.

Ossimoro per ossimoro: gli ascoltatori di Zapping (fossero solo loro...) sono interessati all'informazione tanto da ascoltare Zapping, ma non sono interessati a sapere da quali fonti arrivano le informazioni con le quali costruiscono le loro opinioni. Del dovere democratico e costituzionale ad informare si è persa ogni cognizione e della necessità di garantire tale diritto non vi è più neanche l'idea. Siamo ai prodromi di un movimento di massa a favore della censura. Nelle nostre Facoltà insegniamo etica dell'informazione ma, evidentemente, i nostri studenti se vogliono diventare come Aldo Forbice, di etica ne devono lasciare un bel po' per strada.

Mastrogiacomo poi era meglio che morisse, era in Afghanistan non per una precisa funzione democratica garantita dalla Costituzione ed essenziale alla democrazia, ma era un turista per caso, una Susy Blady a caccia di pubblicità. Non viene detto ma viene urlato tra le righe, Daniele andava sacrificato alla logica del militarismo atlantista e delle guerre infinite contro tutto quello che si muove. Sarebbe stato più utile da morto e non importa neanche che tanto Mastrogiacomo come il suo giornale approvino quella guerra e la raccontino in maniera benevolente. La sua colpa è proprio quella di essere andato a vedere e Aldo Forbice si permette di fargli le pulci: "non ha mai usato la parola terroristi". Colpevole! Viene la pelle d'oca.
Resta solo l'opportunismo di chi non deve informare ma servire interessi. Di chi fa propaganda e la spaccia per informazione. Nessuno sembra interessato a raccontare e, quel ch'è peggio, a farsi raccontare cosa succede davvero in questo pianeta che già nel 1942 fu definito da Walter Benjamin "in stato di eccezione permanente". E proprio in questo stato di eccezione permanente i Mastrogiacomo o i Baldoni, comunque la pensino, vanno eliminati, dai terroristi o dagli antiterroristi fa lo stesso. E Ryszard Kapuscinski e Tiziano Terzani, possono rivoltarsi nella tomba.

http://www.gennarocarotenuto.it

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postato da: Riflessioni alle ore 10:27 | link | commenti
categorie: copioincollo, pubblico servizio
lunedì, marzo 19, 2007

la forza della pace


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postato da: Riflessioni alle ore 18:17 | link | commenti (2)
categorie: oooohh

La fabbrica dei mostriciattoli




di Giulio Gargia – Megachip/Off, quotidiano di spettacolo

Ma cosa c'entra Lele Mora con i genitori che prendono a botte i presidi ? Proviamo a dirlo in 4 passaggi. Primo: Lele Mora crea Costantino. Un ragazzotto di bell'aspetto che diventa popolare senza far altro che rimanere seduto su un trono ( la Tv ). Secondo: in questo modo la trasmissione della De Filippi tocca picchi notevoli di ascolto. Terzo: Costantino fa audience, guadagna un sacco di soldi e diventa un modello per i ragazzi. Quarto: di conseguenza, a che serve la scuola ? Al massimo, a filmare con i cellulari sesso tra minorenni o botte agli handicappati. Per farli poi finire sul web e avere il proprio momento di celebrità con un Auditel fatto dei contatti via Internet. In questo mondo, un insegnante o un preside che richiami parametri diversi dell'esistenza non è altro che un disturbatore. E perciò, perché sorprendersi se qualcuno lo picchia ? E' la reazione a chi disturba la catena di montaggio della fabbrica di mostriciattoli che è diventata la nostra Tv.
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postato da: Riflessioni alle ore 13:27 | link | commenti
categorie: copioincollo, pubblico servizio