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Ogni volta che torno dalle vacanze all’estero mi ritrovo a fare considerazioni sul mio paese, amare.
Sarà che per vizio o per caso mi capita spesso di andare in vacanza in paesi civili o supposti tali, quando rientro mi prende lo sconforto.
Due aspetti saltano immediatamente ai miei occhi di viaggiatore incallito (nel senso che c’ho i calli da quanto ho camminato anche quest’anno…): la sporcizia e la prepotenza.
Il nostro paese è il regno di queste due inciviltà: tutto ciò che è spazio pubblico è oggetto di sporco e di atti di prepotenza.
Racconto un piccolo episodio: Bretagna, pineta sul mare, area protetta, un’automobile inglese parcheggiata ai margini con il motore acceso nella attesa di qualcuno, il guidatore appoggiato all’esterno della portiera; dopo due minuti ci avviciniamo e gli chiediamo se non ritenga il caso di attendere a motore spento, il tipo arrossisce e, chiedendo scusa, spegne immediatamente il motore, dieci minuti dopo era ancora lì a motore spento.
Provate a pensare lo stesso episodio, chessò, sul litorale Romano, minimo parte un: “fatte li ca**i tua!”, poi l’escalation può arrivare ovunque.
Poi verificate i lati delle strade, anche le meno battute, da noi e ovunque nella nostra Europa Unita (anche in Spagna…): pacchetti di sigarette, bottiglie di plastica e tutto l’universo mondo della mondezza producibile da un capitalismo irresponsabile.
Il Paese ha problemi più grandi: questa scusa mi ha rotto i coglioni ! Voglio iniziare a risolverne due (uno sarebbe troppo poco), la sporcizia e la prepotenza, poi passerò al resto; qualcuno vuole unirsi ?