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lunedì, luglio 24, 2006

pace & guerra

c'è in questi giorni un gran dibattito fra i pacifisti radicali e i pacifisti non radicali ("a intermittenza" li chiamerei io): vale a dire tra quelli che pensano che la pace sia un fine a prescindere e quelli che pensano sia un mezzo da utilizzare se torna utile altrimenti, 'sti cazzi.


tutto nasce dalla storia dell'afghanistan (agfanistan come lo chiamerebbe bush secondo grillo: dove fanno le pellicole per le foto...) e dal rifinanziamento della missione italiana in loco.
per i corti di memoria, ricordo che l'afghanistan fu attaccato dagli usa all'indomani dell'11 settembre come ritorsione per la strage delle twin towers (nel cui attacco nessun afghano risultava tra i membri dei commandos, che bizzarria, nevvero?) e che, successivamente, una risoluzione dell'onu sghemba, regolarizzò l'invio di truppe della nato.
da quell'ottobre del 2001 ad oggi si sono tenute delle elezioni fantoccio che hanno portato alla presidenza del paese un ex dipendente della unocal, una delle sette sorelle del petrolio usa, amid karzai, il cui governo, oggi, a mala pena controlla il palazzo presidenziale di kabul.
il resto del paese è tornato in mano ai signori della guerra, vale a dire i vari capoclan che da sempre, prima anche dell'invasione sovietica, hanno comandato le varie tribù spartendosi i territori sparacchiandosi tra loro, facendo soldi con la produzione dell'oppio.

quindi cosa fanno i nostri lì? aiutano a crescere e svilupparsi una giovane e fragile democrazia? o, come in iraq, difendono gli affari delle multinazionali petrolifere? sarebbe più onesto che si dicesse direttamente la seconda, forse il voto parlamentare sarebbe più libero e meno ipocrita e si potrebbe così cercare la maggioranza tra quanti credono che il profitto venga prima di qualunque pace.

l'altra occasione per parlare di pace e guerra è la "sproporzionata reazione" (parole di d'alema) di israele al rapimento di alcuni suoi soldati al confine con il libano meridionale; è un po' come la questione zidane, che tutti i giornalisti nostrani si sono affrettati a condannare: tu, materazzi, mi dici che mia sorella è una zoccola io, zizou, ti dò una testata sul petto quasi a volerti bloccare il cuore, cioè a parole offensive rispondo con violenza fisica.
tutti i commentatori italiani unanimi: eh ma così si legittima la violenza a fronte di un offesa verbale e dove sta' la civiltà e dove sta' il senso dello sport, il senso della misura e dove andremo a finire etc...
e così: tu, hezbollah, mi sequestri qualche fante al confine con il mio paese, io, israeliano, ti bombardo a tappeto tutte le infrastrutture civili del paese e le città che potrebbero ospitare i rapitori, sti cazzi degli effetti collaterali, cioè quasi 300 civili morti.
tutti i nostri commentatori cosa dicono?
forse la reazione non è propriamente proporzionata, ma israele è assediata, da una parte i palestinesi (cosa????), dall'altra gli hezbollah, e poi i siriani e poi gli iraniani con l'atomica (quale ?) e il diritto alla sopravvivenza allo stato di israele e alla sicurezza di quel popolo etc etc...

la guerra in quella parte del mondo non ha prodotto altro che sconquassi a lungo termine, sebbene sul breve sembrasse risolvesse le questioni: nell’82, ad esempio, l’ultima guerra israelo libanese, hezbollah non esisteva, è nato per reazione a quell’invasione e oggi condiziona la politica di quella fragilissima democrazia che è il libano. I missili di oggi faranno nascere altri kamikaze domani e da questo circolo vizioso non se ne uscirà mai: perché adottiamo metri diversi per condannare i comportamenti della mafia (a omicidio si risponde con omicidio di generazione in generazione) e quelli, in questo caso di israele, che ne sono l’applicazione su larga scala?

L’altro esempio evidente è l’esportazione della democrazia in iraq, oggi ridotto ad un ammasso di macerie e dilaniato dalla guerra civile: ma se qualcuno osasse dire che almeno quando c’era saddam si poteva uscire di casa e c’era da mangiare per tutti, sarebbe immediatamente tacciato di collateralismo con i dittatori sanguinari o con i terroristi.


la pace in quell'angolo di mondo è un diritto di tutti, degli israeliani e dei palestinesi, dei libanesi e di chiunque decida di vivere lì secondo le regole: quindi mettiamo al bando i terroristi di hezbollah ma facciamo rispettare ad israele le decine di risoluzioni onu mai prese in considerazione, chiediamo all'europa di farsi parte terza tra gli interessi in campo, usa e israele da una parte, la palestina e gli altri dall'altra.
cessando immediatamente il fuoco da parte di israele, facendo della pace una pregiudiziale per qualunque altra decisione.

bisogna iniziare a guardare ai problemi del mondo dall'ottica di chi sotto le bombe ci muore non da quella del pilota che le bombe le sgancia o, peggio ancora, di chi nella propria stanza ovale, dà l'ok allo sgancio.


E ancora è necessario guardare allo sviluppo civile e politico dei popoli come un processo asimmetrico nel quale le conquiste di una parte non devono e non possono essere necessariamente le conquiste di tutti le altre nello stesso identico momento e che dette conquiste passano attraverso il pensiero e la parola e non i missili e le pallottole.

postato da: Riflessioni alle ore 15:37 | link | commenti
categorie: politica
domenica, luglio 16, 2006

scampoli d'assenza




l'europa dov'è ? dove è stata fino a ieri ?
postato da: Riflessioni alle ore 18:27 | link | commenti
categorie: politica, invettiva
venerdì, luglio 14, 2006

ROMA, ITALIA, BANANAS ...



i tassisti, romani e non:
vorrei che incontrassero gli addetti dei call center a 0,25 centesimi a risposta;
o questo lavoratore della lidl;
o tutti i precari del mondo manifatturiero: i nuovi schiavi del terzo millennio;
tutti quelli che non possono bloccare le città, che non hanno accesso ai media, che non hanno sponsor politici a cui gridare "duce, duce!", quelli che tutti i giorni lavorano nella consapevolezza che la concorrenza esiste e se diventa più forte, può portarti via il lavoro.

poi c'è questo:


scandalo azzurro

passato su tutte le televisioni del mondo e, guarda caso nella stessa notte, stessa città a poche centinaia di metri da dove si è svolto quanto sopra, questo:

ghettoroma

ma nessuno si posto il dubbio di un eventuale collegamento tra le due cose, anche soltanto ideale o contestual-ambientale.

il palco degli azzurri è "ornato" da una bella croce celtica a siglare una scritta con caratteri grafici tipici della destra estrema, e a tutti pare naturale.
anzi qualcuno ha detto, beh, gli azzurri non se ne sono accorti...
gli azzurri no, ma cazzo, c'erano centinaia di poliziotti e di organizzatori vari e nessuno ha visto?

gli azzurri si sa, lo dice pure materazzi, sono ignoranti, buffon ha sempre sofggiato la celtica ma, dice lui, senza conoscerne esattamente il significato: eh sì poveri cerebrolesi, e noi che li paghiamo anche milioni di euro per vederli fare cose che ad altri comporterebbero denunce penali: euro che tra l'altro scommettono anche in maniera clandestina (altro reato, ma si sa loro sono ignoranti...) sulle partite del loro stesso sport.

ma tutti gli altri presenti erano tutti ignoranti?
o il calcio permette qualunque libertà?
non erano stati condannati dei tifosi per aver sfoggiato le celtiche all'olimpico?
all'olimpico no e al circo massimo sì?

e poi il giorno dopo sconcerto perché al ghetto hanno tracciato gli stessi simboli, più qualche svastica, sulle mura dei palazzi abitati perlopiù degli ebrei romani.

non si può girare la testa la sera prima in mondovisione e poi il giorno dopo accorgersi che esiste un problema razzismo, antisemitismo e utilizzo, anche superficiale, ignorante (ma non per questo giustificato), di simboli odiosi per la storia che rappresentano e il sangue che ancora grondano.

scusi sindaco veltroni, lei ha riavuto il mio voto e la mia piena fiducia: però la sera del circo massimo lei dov'era
postato da: Riflessioni alle ore 16:56 | link | commenti (1)
categorie: politica, invettiva, pubblico servizio
martedì, luglio 11, 2006

il lato oscuro

... oggi a fine giornata ho avvertito un tremore nella forza.
come se il mondo nel quale sto vivendo stesse per andare in mille pezzi ed essere sostituito da un caos.

un incontro inaspettato ha creato un sommovimento, uno squilibrio nella forza: come avessi incrociato il signore dei sith fasciato in un abito nero, gli occhi color del mare...

sono stato attratto dal lato oscuro.
per lunghi istanti la passione era lì pronta a prendere il sopravvento sulla forza e a trascinarmi negli abissi.

scosso sono arrivato a casa e confuso.

sotto la cenere cova ancora un fuoco potente e imperioso.

yoda

lato oscuro: potente lui è...
postato da: Riflessioni alle ore 22:23 | link | commenti
categorie: privé
giovedì, luglio 06, 2006

servizi nel pallone

si riparla della riforma dei servizi italiani di intelligence.
dalla nascita della repubbliaca ad oggi saranno stati riformati almeno 10 volte se si contano insieme quelli civili e militari delle varie armi, più le sovrastrutture di coordinamento.
risultato?
non si mai un cazzo in questo paese di cosa veramente c'è dietro a fatti e avvenimenti di un certo peso, neanche dopo 30/40 anni (che sò: portella della ginestra, per esempio).
gli si cambia nome, si fà un giro di valzer dei responsabili, i trombati non pagano mai perché portano sempre via con sé qualche dossier scottante da far venir fuori in caso di necessità (di pararsi il culo): sifar, sisde sismi, sid e via così.
almeno negli usa ogni 50 anni desecretano documenti e qualcosa si viene a sapere...

berlusconi parla di oppressione fiscale:
tutto quanto si fà a favore del cittadino-consumatore e non della categoria privilegiata di turno, possibilmente elettrice del cdx, è oppressivo e illiberale.
il suo milan, forse, andrà in B perché il suo sistema, insieme a quello di moggi, era finalizzato a sovvertire le regole che mettono tutti sulla llinea di partenza (poi vinca il migliore): quello che ha fatto per cinque anni al governo, che ha fatto per 30 anni da imprenditore, quello che farà finché questo paese glielo permetterà.

ieri i tassisti a roma, all'arrivo di alemanno, hanno gridato "duce, duce!": solamente per questo andrei fino in fondo per ricacciare loro quel grido in gola, eccheccazzo!!
postato da: Riflessioni alle ore 16:56 | link | commenti
categorie: politica, pubblico servizio