Travaglio è un giornalista d'inchiesta, schietto e diretto, non ha peli sulla lingua e neanche riverenze di alcun tipo.
Le sue parole sono sempre taglienti e non risparmiano nessuno.
Sono supportate sempre da sentenze o atti della magistratura.
In un paese civile, forte della propria cultura della legalità, giornalisti come Travaglio hanno il rispetto delle Istituzioni perché sono considerati il giusto contrappeso di controllo della compagine politica che è indicatore di sana democrazia.
L'Italia è la solita eccezione: a sinistra e a destra non piace che qualcuno, Travaglio in particolare, ricordi all'opinione pubblica l'esistenza di atti giudiziari e di sentenze che riconoscano frequentazioni al limite del lecito o motivino condanne per reati commessi, anche in un passato non recente, insomma che svolgano la funzione di controllo del potere da parte dell'opinione pubblica.
La questione non riguarda il neopresidente del Senato: è un pretesto. La reazione per la quale quello di Travaglio sarebbe un atto che "mina il dialogo" è un'autentica "schifanata" (sostituibile con "berlusconata", "d'alemata", "calderolata", fate voi...): quale dialogo? e che insidia può venirne alla compagine di governo appena insediata con cotal maggioranza a sostegno in parlamento?
forse qualche italiano di sinistra potrà avere un ennesimo conato di vomito? quei pochi che sono rimasti lo hanno già avuto il 14 aprile
forse qualche italiano di destra si farà venire il dubbio sulla moralità di certa classe dirigente e fra cinque anni potrebbe non rivotarla? a parte il fatto che a destra non si guarda Fazio Fabio perché "communista", ma vogliamo sopravvalutare a tal punto la capacità di memorizzazione degli italiani, tutti? e sottovalutare la indifferenza per tali temi da parte dell'elettorato berlusconiano?
Diciamoci la verità: Sgarbi ad Annozero prima, e il "caso" Travaglio poi, sono il "la" per l'ennesima occupazione bulgara della RAI da parte del governo proprietario di più della metà del sistema informativo italiano.
Dopo non si parlerà più dei passati imbarazzanti di nessuno.
Dopo i Travaglio, i Grillo, che si sia o meno d'accordo con loro, saranno cancellati dalla televisione tutta intera, con buona pace della casalinga di voghera e di Emilio Fede.
E mi dispiace anche per Grillo, non perché sia sempre d'accordo con lui, ma perché sono in disaccordo soprattutto sulla sua valutazione della "potenza" della rete, sarebbe il caso che ogni tanto uscisse dal suo Blog e guardasse a come si stà trasformando e quale è, e sempre di più sarà, l'offerta "informativa" della rete: replica quasi pura del sistema televisivo (ipTV concepita con gli stessi criteri della zia più vecchia) con tutte le sue storture e i suoi padroni.
Certo le sacche di resistenza umana rimarranno, come sono sempre esistite nella realtà fisica, ma sempre di minoranze si tratterà e anche ben controllate a distanza.
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